Istemi di Aleksej Nikitin

472_20130729094726Istemi fu l’ultimo signore assoluto del Khanato turco di Zaporož’e” e al contempo non è mai esistito. Aleksej Nikitin, nel suo primo romanzo pubblicato in Italia da Voland, lo fornisce tuttavia di una ricca biografia, e un accurato sfondo storico: la vividezza e i dettagli con cui ogni atto di Istemi è raccontato fa sì che sembri più vero della realtà stessa, e sin dalle prime pagine  verità e finzione scivolano l’una nell’altra. Istemi, tuttavia, è la storia malinconica di un gioco  interrotto bruscamente dopo poche partite, così come bloccate e rovinate sono state le vite di tutti i suoi partecipanti.
Nel 1984 una conversazione colta e annoiata tra cinque studenti confinati in un kolchoz ucraino avvia una competizione fantapolitica e astorica: come in un Risiko slavo, i cinque ragazzi riscrivono la storia dell’Europa, ridisegnandone i confini e spartendosene i territori. Vengono ristabiliti monarchie e califfati e il Sacro Romano Impero non è mai caduto, ma al contrario è fiorente sotto la guida di Carlo XX. Le trattative tra i cinque potenti e le manovre politiche e geografiche durano poco, ma le conseguenze sono enormi; lo stesso KGB non resterà sordo all’innocente gioco, e i cinque studenti verranno arrestati e detenuti per un periodo lungo, reso infinito e insostenibile dagli interrogatori estenuanti. Alla loro liberazione si accorgono di aver perso tutto, pur non avendo consegnato altro che le regole del loro gioco bizzarro, e le loro vite si dividono in maniera inesorabile. Solo vent’anni dopo si ritroveranno, chiamati a una possibile guerra da un ultimatum che lascia loro poco tempo per agire, ma abbastanza da ripercorrere la strada che si erano lasciati alle spalle. Aleksej_Nikitin__Istemi

Con un’alternanza temporale lucida e mai fuorviante, la storia inizia quando già tutto è andato perso  e ricomincia proprio dove si era fermata anni prima. Lo stile di Nikitin è eccezionalmente avvincente, dotato di una suspense malinconica e mai banale e il modo in cui tratteggia Istemi, avatar del protagonista Aleksandr Davydov, è fermo ed epico. Attraverso i pensieri di Davydov e le sue osservazioni, spesso sfuggenti,  Istemi, forte e orgoglioso, ci appare come il depositario di una dignità che la sua controparte non riesce a possedere. Signore di un impero infinito e potente, la storia di Khan Istemi  è piena di “spazi bianchi simili a buchi neri” e nessuno li riempirà mai più. Ed è sempre lui che parla attraverso Davydov durante gli interrogatori: lui a non cedere alla pressione di un potere ottuso e prepotente, e sempre lui a difendere le regole che governano il suo impero inesistente, e al contempo il regno invisibile dell’immaginazione del suo creatore.
Attraverso Istemi Nikitin ha così  intrattenuto un dialogo personale e originale con la storia della Russia: la tristezza e la nostalgia slava parlano attraverso i protagonisti, e Istemi incarna l’idea di un paese ancorato a un passato leggendario e a un’idea di grandezza e dignità, proprio attraverso la figura di un personaggio che in nome di una mediocrità stabile e sicura ha lasciato andare via qualcosa di più profondo e prezioso della sua personalità.

 

Aleksej Nikitin, “Istemi“, traduzione di Laura Pagliara, pp. 134, €13, Voland, 2013.
Giudizio: 4/5

 

nikitinNato a Kiev nel 1967, laureato in fisica, Aleksej Nikitin ha esordito in narrativa nel 1990. Scrittore di numerosi romanzi, novelle e racconti, nel 2000 ha ricevuto il prestigioso premio Korolenko. Istemi, uscito in Russia nel 2011, è stato recentemente tradotto anche in inglese.

(dalla pagina autore su Voland)

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3 pensieri su “Istemi di Aleksej Nikitin

  1. Se a qualcuno può interessare o come diceva la settimana enigmistica “forse non tutti sanno che ..” Alexandr Davydov nella realtà è stato un grande fisico, direttore dell’istituto di fisica di Kiev

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