Gli anni di ghiaccio di Anna Kim

nuovo_Gliannidighiaccio-COP_OKL’hanno finalmente trovata, dici; pensi più che parlare” ed effettivamente la notizia con cui l’intensa narratrice apre quest’ultima, eccellente pubblicazione della Zandonai, ci cade addosso come un mutare del tempo, di cui non capiamo l’origine né tantomeno il possibile evolversi. Anna Kim è giovane e straordinariamente dotata e “Gli anni di ghiaccio” la presenta ai lettori italiani nel migliore dei modi; nata in Corea del Sud e poi trasferitasi in Germania, ha già all’attivo svariate pubblicazioni, ma è stato questo romanzo a valerle l’European Prize for Literature 2012 per il suo paese d’adozione.
Il nome della narratrice viene pronunciato una volta sola, quasi per caso e impersonalmente, ma il romanzo pullula di nomi di persone e luoghi. Elemento quanto mai appropriato per l’occupazione della protagonista, impiegata in un’organizzazione per la ricerca di persone scomparse. Un vademecum del suo lavoro fa da sottotesto ai suoi pensieri, che vorticosi e vivi si fanno portavoce di un’intimità espressionista, profondamente modificata dalla peculiarità della sua attività di ricerca e ricostruzione. Ma cosa fa di un’insieme di dati un individuo tangibile, di carne, ossa e sentimenti? Quali sono i caratteri attraverso i quali lo identifichiamo tra tanti? “L’identità, secondo il questionario, è chiaramente definita in base a sesso, età, malattia, abbigliamento, testimonianze oculari e incontri casuali. Parlando, tentiamo di mettere a fuoco la persona scomparsa, di tracciarla, di fissarla. È anche possibile che sia vero: l’unicità di una persona, la sua identità?”.

13Un giorno un uomo si presenta nel suo ufficio, portando con sé la storia di una donna scomparsa nell’inferno kosovaro; attraverso la prima persona con cui Anna Kim racconta assistiamo al matrimonio della coppia, accompagnato da un corredo preciso e puntuale di scongiuri, rituali e tradizioni albanesi da rispettare – pena un’infelicità perpetua. Fino al giorno in cui la donna viene sequestrata e l’uomo fa del suo ultimo istante di libertà l’attimo in cui cristallizza la sua vita, un tempio di segnalazioni elemosinate e a brandelli: “D’un tratto credi di essere tu ad essere stato sequestrato dalla vita di Fahrie, che sia stata lei a organizzare il sequestro, la faccenda si capovolge, sensata a suo modo, e la odi perché ti ha fatto scomparire senza chiedere il tuo parere e vorresti vederla ancora una volta, solo una volta, per dirle addio, per dirle che non ti meriti di rimanere scomparso per sette anni”.
Le sedute tra l’uomo e Nora, la narratrice, si fanno più rade, ma gli incontri più frequenti e il fantasma di Fahrie, in in bilico tra la speranza e la rinuncia, è sempre presente tra loro, fin quando l’attesa finisce, lì dove anche la vita ricordata e quella vissuta terminano.
Il Kosovo di Anna Kim è una visione fatta di paesaggi artici, proiezione di un dolore che immobilizza i giorni in un’unica sequenza di sentimenti freddi e inerti. Con una narrazione mai banale (nonostante il rischio dell’argomento), la scrittrice ci racconta una vicenda lontana dalla finzione della letteratura, e piuttosto composta dalla cruda poesia della realtà. Come una seconda pelle, la scrittura si fonde all’idea di un soggetto semplice e ambizioso al contempo, e non c’è mai una sbavatura nel suo stile complesso. E questa storia violenta, raccontata da una voce mai liricamente gratuita, si conclude con l’unica verità di cui si era fatta portatrice: non c’è niente che possa nascere negli anni di ghiaccio, e il presente resta fermo nella forma in cui l’inverno del dolore, alla sprovvista, lo ha colto.

Giudizio: 5/5
Anna Kim, “Gli anni di ghiaccio”, traduzione di Anna Allenbach, pp. 144, €12, Zandonai, 2013

Anna KimAnna Kim è nata nel 1977  in Corea del Sud, trasferendosi poi in Germania all’età di due anni. Ha all’attivo tre romanzi, numerosi racconti e una raccolta di poesie. Con “Gli anni di ghiaccio” ha vinto l’European Prize for Literature 2012 per l’Austria.
Attualmente vive a Vienna.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...